lunedì 3 febbraio 2014

I CIECHI E L'ELEFANTE




Un tempo, in un paese dell'Arabia, regnava un califfo molto saggio. Egli era rattristato dall'ottusità dei suoi ministri e dalla loro mente ristretta. Un giorno li chiamò a sé e chiese loro di radunare persone cieche dalla nascita che non avessero mai visto un elefante. Dopo qualche tempo i ministri tornarono con al seguito alcuni ciechi cresciuti in piccoli villaggi tra le montagne che non avevano mai sentito parlare di elefanti.

Il califfo fece entrare un grosso elefante e chiese ai ciechi "Mi sapreste dire che cosa è un elefante?"
"No, mai sentita questa parola", risposero i ciechi. "Ebbene, davanti a voi c'è un elefante: toccatelo, cercate di comprendere di cosa si tratta" disse il califfo.

Un cieco che stava toccando da cima a fondo una zampa, esclamò soddisfatto: "L'elefante è una colonna!".
"No, è una tromba!" disse il cieco che aveva toccato la proboscide.
"Niente affatto, è una corda!" esclamò chi aveva toccato la coda.
"Ma no, è un grosso ventaglio" ribattè chi aveva toccato l'orecchio.
"Vi sbagliate tutti: è un grosso pallone gonfiato!" urlò il cieco che aveva toccato la pancia.

Tra loro c'era il più grande scompiglio e disaccordo perché ciascuno, pur toccando soltanto una parte, credeva di conoscere l'intero elefante. Allora, il saggio califfo si rivolse ai suoi ministri: "Chi non si sforza di avere della realtà una visione più ampia, ma si accontenta degli aspetti separati e parziali senza metterli in relazione tra loro, si comporta come questi ciechi. Potrete conoscere a fondo tutte le rughe della zampa dell'elefante, ma non saprete mai che cos'è veramente un elefante".

La nostra percezione della realtà può risultare molto limitata:
ricordiamocene e cerchiamo di mantenere una mente aperta!


[Storia dal web]


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