sabato 25 gennaio 2014

Quella volta ho vinto 10.000 euro



Eccomi lì con mio padre e un assegno da 10.000 euro nelle mani.

Ma torniamo un attimo indietro nel tempo al giorno prima ovvero l'11 gennaio 2010.

Il meccanico non finisce di ripararmi la macchina quindi me ne torno a piedi verso casa, mi chiama mia madre perché le serve del pane così faccio una deviazione e vado al supermercato.

Uscito mi trovo a passare davanti al tabacchi dietro l'angolo e mi ci infilo dentro:
la settimana prima ho vinto 100 euro con l'Albero di Natale, un gratta e vinci da 3 euro, e così penso bene di prenderne un altro.

Aspetto il mio turno dietro a una signora che sta per prendere un Albero di Natale quando si accorge che è uscito un nuovo gratta e vinci sempre da tre euro e cambia idea acquistandone uno.

Quando tocca a me prendo il gratta e vinci che la signora ha scartato per quello nuovo.

Mi metto in un angolo ed inizio a grattare.

Rimango sconcertato quando scopro i primi 1.000 euro.

Poi ne scopro altri 9 per un totale di 10.000 euro

La signora che era prima di me, quella che mi ha lasciato il gratta e vinci magico e che conosco bene, mi chiede se mi sento male, dice che ho la faccia verde.

Mi chiede se ho vinto.

Penso di si, le rispondo.

Quanto?

E io, tanto.

Ma sapete com'è, si insomma, se pensi di avere vinto 10.000 euro e ti sei sbagliato poi ci rimani un tantino male.

Così passo il biglietto alla tabaccaia, prima di esultare voglio verificare .

Lei prima guarda me e poi tutti quelli che sono presenti e conferma che ho vinto 10.000 euro.

Mi chiede i dati, li inserisce, e mi rilascia questo scontrino


Ecco, con questo scontrino posso andare in banca a riscuotere l'assegno.

Chiamo mia madre, sono a un centinaio di metri da casa ma non sto nella pelle, glielo devo dire.

Mia madre non mi crede.

Non ha tutto i torti, sono un tipo piuttosto scherzoso.

Insisto.

Non mi crede.

La tabaccaia mi fa una fotocopia ingrandita del gratta e vinci vincente.

Saluto tutti promettendo cene a destra e a sinistra.

Arrivo a casa e presento la fotocopia a mia madre.

Non ci crede, è uno scherzo dice.

Tiro fuori la ricevuta vincente.

Si convince.

Il giorno dopo io e mio padre, improvvisatosi bodyguard, andiamo in banca.

Mi danno questo


Avrei voluto chiederli in contanti in pezzi da 50 euro tanti da riempire una valigetta come nei film, ma un assegno è più discreto e meno ingombrante.

Da allora l'abbondanza si è manifestata sempre più spesso e generosamente.



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